sabato 28 febbraio 2015

Riforma della Costituzione


Lettera aperta inviata il 25 febbraio 2015 alla segreteria pistoiese del Pd

e per conoscenza:

ai Gruppi Consiliari
al Comitato per la Difesa della Costituzione Pistoia


Siamo un gruppo di persone che a suo tempo si sono riconosciute nella Lista Civica Ecologista Per un’altra Pistoia.

La riforma della Costituzione da parte del Pd ci spinge a confrontarci con gli iscritti locali del partito, per capire come sia possibile per questi conciliare il carattere “democratico” con la deriva autoritaria e oligarchica cui assistiamo.

Le critiche che muoviamo sono le seguenti:

 • essendo l’attuale Parlamento eletto attraverso una legge elettorale che la Corte Suprema ha dichiarato non costituzionale, esso non ha titolo per mettere mano alla riforma della Costituzione; suo compito sarebbe produrre una nuova legge elettorale rispettosa della Costituzione con la quale si dovrebbe procedere al voto e conseguentemente insediare un Parlamento pienamente legittimo;
 • l’attuale Costituzione è stata stilata da tutte le forze politiche attraverso discussioni serie e prolungate, perché trattandosi della legge fondamentale dello Stato non poteva rispecchiare una sola parte politica. Oggi assistiamo invece a una corsa sconsiderata (il “turbo”) da parte di un partito solo. Ci permettiamo inoltre di far notare che la levatura dei padri costituenti non è neppure paragonabile al basso profilo culturale e morale dei nuovi;
 • rileviamo che il nuovo Senato, come è già avvenuto per le province, di fatto toglie a noi elettori la possibilità di esprimerci col voto e tutto viene ricondotto ai partiti più grandi, di fatto escludendo il ruolo dei partiti minori: questa non è democrazia;
 • tutto ciò che costituisce il fondamento della Repubblica in questo periodo è stato ribaltato, eliminando ad esempio il ruolo del Parlamento, dove dovrebbe esserci il massimo di discussione, mentre invece passa il metodo del “canguro”, senza parlare del continuo svilimento della Magistratura. Noi riteniamo che la divisione dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario sia il fondamento della democrazia.

Ci sembra impossibile che tutto il Pd sia così stravolto rispetto a quella che è stata la sua storia e chiediamo un’assemblea pubblica nella quale gli iscritti a questo partito possano chiarire il loro pensiero.

Vi preghiamo di indicarci le vostre disponibilità per una pubblica assemblea e ringraziamo per la celerità della risposta.

lunedì 27 ottobre 2014

Casse di espansione ai laghi Primavera: sì o no?


Venerdì sera (24 ottobre), all'interno della festa della Comunità Parrocchiale di Vicofaro, si è tenuto un incontro con Mauro Chessa, Daniele Manetti, Antonio Sessa in merito allo stato del Torrente Ombrone e la gestione delle sue acque.

Persone provenienti da Quarrata, Olmi, Ferruccia, hanno ricordato i problemi che si trovano a dover affrontare abitando in quei luoghi: 3-4 volte l'anno l'acqua entra in casa, creando danni e portando un carico di veleni chimici dilavati dai vivai del circondario (dati ARPAT).
È stata quindi ribadita l'importanza che il Comune di Pistoia trattenga una parte dell'acqua dell'Ombrone quando questo è in piena, e per far questo la soluzione ottimale sarebbe, a detta di queste persone, la cassa d'espansione ai laghi Primavera.

Purtroppo, tale cassa d'espansione è progettata unicamente per mettere in sicurezza il nuovo ospedale, come si può leggere nel progetto.

A questo punto sarebbe il caso di fare un discorso un po' più tecnico.
Una cassa d'espansione non fa sparire l'acqua dall'Ombrone. La funzione dell'opera è quella di "tagliare" l'onda di piena, ovvero di evitare che il livello dell'acqua raggiunga un'altezza critica. L'acqua in eccesso entra nella cassa, lasciando il torrente in piena ma in condizioni di sicurezza.
Appena smette di piovere e l'altezza dell'acqua diminuisce, quella che era nella cassa rientra nell'Ombrone, con l'effetto di mantenere alto il livello (se pure in condizioni di sicurezza) per un periodo più lungo.

Altra considerazione.
Normalmente, non è l'acqua dell'Ombrone che allaga le case, ma quella dei vari affluenti. Questo accade perché le portelle attraverso cui passa l'acqua in ingresso nell'Ombrone si chiudono automaticamente se questo è in piena, allo scopo di evitare un eccessivo carico d'acqua e il conseguente rischio di rottura degli argini.

In altre parole: con la cassa di espansione la piena dell'Ombrone durerebbe più a lungo, e quindi le portelle resterebbero chiuse per più tempo, finendo per aggravare il rischio di allagamenti.

Tutto questo lo ha spiegato molto bene Mauro Chessa ieri sera, ed è perfettamente logico per chiunque.

Altro problema in merito alla cassa d'espansione sarebbe dato dalla fragilità degli argini, che nella stessa relazione che accompagna il progetto vengono descritti in condizioni critiche. L'aumento del livello dell'acqua a monte dei laghi Primavera rischierebbe di metterne a rischio la tenuta, con conseguente pericolo di inondazioni a Pistoia.

Un'altra riflessione la faccio avendo consultato vari documenti degli ultimi due secoli.
Se nel 1300 gli allagamenti tra Pistoia e Prato servivano a rendere difficoltosi gli scontri tra le due città, nel 1500 ingegneri fiorentini si scervellavano per risolvere il problema degli allagamenti. Nel 1700 furono fatte opere di rettificazione del corso del torrente, nel 1800 furono fatte le briglie sugli affluenti pistoiesi (Vincio di Montagnana e di Brandeglio, alto Ombrone, Bure, ...), trent'anni fa i problemi c'erano e oggi nel terzo millennio ne stiamo ancora parlando.
Annibale perse più uomini per le febbri causate dalle paludi che per mano dei romani, e se guardiamo la toponomastica della piana troviamo nomi quali Isolotto, Fangacci, Pantano, Montesecco che mostrano chiaramente quali fossero le zone di ristagno idrico e quali quelle più adatte ad insediamenti.
Chi ha dato il permesso di costruire in zone che, per natura, vanno incontro ad allagamenti? Vedere la legge della Regione Toscana 21/2012, art. 2, comma 2. Se si accetta questo (e Rossi dice che non ci sono problemi), si accetta di avere l'acqua in casa.
Poi ci sarebbe il problema dei teli utilizzati in vivaistica, che accelerano il deflusso superficiale e quindi accelerano il crearsi di situazioni di rischio.

Concludo lasciando spunto per una riflessione a chi legge; è stato interessante in particolare un momento in cui, in mezzo al botta e risposta, sono seguite a ruota tre frasi:

«Basta con questi laghi! Io ho parlato con il Tuci che mi ha detto che solo un terzo della superficie sarà interessata dalla cassa d'espansione!»
«Ma lei ha visto il progetto? Se lo guarda si rende conto che tutta l'area viene occupata»
«Anche io ho parlato con il Tuci, che mi ha assicurato che la cassa d'espansione ai laghi Primavera non si farà mai!»

Un ringraziamento è d'obbligo alla Pastorale dell'Acqua e della Terra (Beni Comuni) per aver ospitato una serata di dibattito su un argomento di questa rilevanza.
Anche perché il richiamo al rispetto per il luogo ha permesso di calmare gli animi in un paio di occasioni...

mercoledì 20 agosto 2014

L'Italia sarà una repubblica oligarchica


Nel 2006 la campagna per le prime primarie del PD era pubblicizzata da manifesti con la scritta “Sono democratico perciò decido io”. Io cercai di capire se l'ossimoro fosse ignoranza o un tentativo di travisare il significato della parola democratico.
Oggi che è realizzato quel “decido io”, sento che non sbagliavo a pensare a un travisamento (come qualcuno mi confermò in quei giorni).

L'Italia, recita la Costituzione nel suo primo articolo, è una “repubblica democratica”.
Il Partito Democratico questa qualità ce l'ha nel nome.

Guardando alla riforma del Senato però io vedo che soltanto una élite di persone (consiglieri regionali) avrà facoltà di eleggere i senatori.
Stessa cosa dicasi per le Province, dove saranno solo i consiglieri comunali ad esprimersi, un'altra élite.

Ora, se le riforme non interesseranno anche il vocabolario, qui stiamo puntando verso un sistema oligarchico, dove alcuni gruppi di persone defraudano del diritto di voto i cittadini. Il suffragio universale ottenuto nel 1946 viene di fatto preso a picconate e si torna ad un suffragio ristretto, non più basato sul censo o sul sesso, ma sulla posizione politica.
I partiti, decidendo i nomi da mettere nelle liste elettorali, decidono di conseguenza chi ha il diritto di voto.

Mi piacerebbe un parere da parte degli elettori/simpatizzanti PD, perché veramente non riesco a capire come una persona di senno e democratica possa accettare questi sviluppi.


Enrico Guastini



P.S. – per chi non ricordasse, allego l'immagine di uno dei manifesti del 2006


giovedì 5 giugno 2014

Agromafie e caporalato



Dall'articolo “Agromafie, ci pensa il caporale” di Antonio Sciotto, su Il Manifesto (3 giugno 2014):


[...]
Il capo­ra­lato in agri­col­tura, secondo le stime del Rap­porto Cgil, costa allo Stato un’evasione con­tri­bu­tiva non infe­riore ai 600 milioni di euro annui. Sono almeno 400 mila, l’80% dei quali stra­nieri, i poten­ziali lavo­ra­tori in agri­col­tura che rischiano di con­fron­tarsi ogni giorno con il capo­ra­lato. Men­tre sono sicu­ra­mente 100 mila quelli che vivono una grave con­di­zione di sfrut­ta­mento lavo­ra­tivo, oltre al grave disa­gio abi­ta­tivo e igienico-sanitario.

Chi si affida a un capo­rale non solo viene sfrut­tato nei campi: da Nord a Sud, il dos­sier sfata il falso mito secondo cui il para-schiavismo si con­cen­tre­rebbe solo nel Meri­dione. Il Pie­monte ad esem­pio è molto col­pito, come anche la Lom­bar­dia, il Veneto e l’Emilia, spesso nelle coop della logi­stica o nelle aziende di con­fe­zio­na­mento. Ma poi viene spesso «accolto» in luo­ghi fati­scenti e spor­chi, senza acqua pota­bile e ser­vizi igie­nici, e lì deve vivere: magari non per­ché for­zato, ma anche solo per il sem­plice fatto che all’alba il capo­rale viene lì, e non altrove, a prenderti.

Dati da bri­vido: il 62% dei lavo­ra­tori impe­gnati nelle rac­colte non ha accesso ai ser­vizi igie­nici; il 64% non ha accesso all’acqua cor­rente; il 72% di quelli che si sono sot­to­po­sti a visita medica, ha svi­lup­pato malat­tie legate al lavoro.

E come ven­gono retri­buiti? Natu­ral­mente in nero, con ampi mar­gini di rispar­mio per le imprese rispetto al lavoro rego­lare: tra i 25 e i 30 euro al giorno, per una media di 10–12 ore di lavoro. Ma mica pos­sono tener­seli tutti. C’è la «tassa» per i capo­rali, spesso vicina al 50% del già magro sala­rio: 5 euro per il tra­sporto, 3,5 euro per il panino, 1,5 euro per la bot­ti­glietta d’acqua.
[...]


A questo link il 2° rapporto "Agromafie e Caporalato" curato per FLAI-CGIL dall'Osservatorio Placido Rizzotto.

A questo link la cartina delle zone più a rischio di sfruttamento lavorativo in agricoltura.


Il mercatino del blues...


Pistoia Blues!

Quest'anno la disposizione delle bancarelle cambia: la piazze di S. Francesco, Spirito Santo e S. Bartolomeo vedranno il concentramento delle attività (compresi concerti minori) mentre le strade rimarranno vuote.

Si chiama rinnovamento per la 35ma edizione del Pistoia Blues.

Nello spirito che ci ha contraddistinto fin dalla nostra nascita, crediamo che le persone più adatte a parlare di determinati argomenti siano i diretti interessati, che degli argomenti specifici conoscono sfaccettature che altri non colgono.

A questo link è possibile visionare l'avviso del 23 maggio con cui il Servizio Sviluppo Economico e Politiche sociali del Comune di Pistoia rende nota le nuove caratteristiche della manifestazione commerciale.

Di seguito è riportata la lettera del Collettivo Rinascita Pistoia Blues diretta all'amministrazione comunale:


Le inviamo questa lettera in merito alla nuova sistemazione delle bancarelle prevista per il Pistoia Blues 2014. questa comunicazione racchiude le volontà di molti partecipanti al mercatino. Noi chiediamo in merito alla vostra decisione chiarimenti sule sequenti tematiche:
1 – Motivazioni di questo riassetto delle bancarelle.
2 – Perché non sono stati avvertiti, o fatti partecipi ad un colloquio costruttivo, i “mercatari” che con molto impegno ogni anno cercano di realizzare un’evento afffascinante e pieno di energia, portando un’aria sempre nuova alla città e favorendone l'immagine e l'economia.
3 – Secondo una nostra previsione il togliere dal centro città le bancarelle, farà aumentare l’abusivismo, e per mantenere l’ordine sarete costretti ad aumentare i controlli, quindi il centro storico sarà scenario di grotteschi inseguimenti.
4 – Il ripensare la sistemazione in piazze marginali e logisticamente assurde farà perdere l’immagine che il festival Pistoia Blues si è fatto in 34 edizioni in tutto il mondo. Analizzando la vostra nuova sistemazione “il giro per le bancarelle” andrà perduto; partire da Piazza S. Francesco, dove sono previsti 60 banchi, proseguire per via Bozzi completamente vuota, continuare per via Curtatone completamente vuota, trovare finalmente il secondo blocco di bancarelle in Piazza Spirito Santo; non potendo proseguire per Piazza Del Duomo (ove sono ubicati i concerti), fare il giro esterno di fronte il vecchio ospedale del Ceppo in via Pacini, completamente vuota e oltretutto carrabile, arrivare dopo 600 metri in Piazza S. Bartolomeo per l’ultimo blocco. A voi lasciamo questa riflessione (evidentemente non valutata in fase di decisione).
5 - Il ritardo nella comunicazione del bando precetterà l’iscrizione di mercatari che vengono da fuori Pistoia, riducendo cosi il numero degli espositori di qualità che ogni anno hanno partecipato al mercatino del Blues raggiungendo la città da tutta Italia.
6 - Quale il ruolo e la posizione delle associazioni di categoria che rappresentano i commercianti del centro storico? Queste questioni sono state sollevate da diversi espositori. Tutti ci aspettiamo doverose risposte esaustive, non semplici risposte evasive su un eventuale “coraggioso cambiamento importante”, su tutti i punti, in quanto ci sentiamo oltraggiati ed offesi dal comportamento da Voi tenuto.

lunedì 12 maggio 2014

Lista Tsipras e visibilità

Lettera aperta alla sig.ra Paola Bacchiddu
responsabile del gruppo comunicazione della lista «L’Altra Europa con Tsipras»
venerdì 9 maggio 2014
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Immagino saranno migliaia i messaggi arrivati, quindi se il mio dovesse sfuggire lo capirei.

Sono una di quelle persone che fin dalla prima proposta della creazione di una lista con Tsipras hanno creduto di vedere una possibilità di politica diversa; un respiro più europeo e nuovo per una lista di nuova concezione. Forse questa speranza era fomentata soprattutto dalla sfiducia nel resto del panorama politico (con una eccezione per i 5stelle, che però vedo più locali che Europei – mea culpa).

In questi giorni la mia fiducia vacilla.
“È iniziata la campagna elettorale e io uso qualunque mezzo.”
Io però (e molti come me) sono anni che lotto per evitare una banalizzazione della politica, una riduzione all'immagine. Quando nel 2012 fui candidato come sindaco di Pistoia su nessun manifesto elettorale c'era la mia faccia, ma erano rappresentati i temi del nostro programma, perché di quelli si doveva parlare. Essendosi lei posta di spalle, era inevitabile che il tema del contendere sarebbe diventato un altro.

Non si aspettava aspre critiche dal PD? Mi scusi, ma questa affermazione mi fa sorridere, e provo a illustrarle il perché con un sillogismo:

• abbiamo passato anni a criticare la strumentalizzazione del corpo femminile (dalla pubblicità alla politica)
• il PD oggi usa come slogan le frasi coniate dalla “società civile” (dal «basta casta» al «basta professori»)
• il PD usa come slogan la critica alla strumentalizzazione del corpo femminile

Non mi fraintenda, io capisco che la sua volesse essere una provocazione, anche solo “dedicata agli amici di Facebook” – benché FB sia una bacheca mondiale, e nulla di ciò che vi si trova resta privato; diciamo che da una responsabile della comunicazione mi sarei aspettato un po' meno di leggerezza, di ingenuità (siamo in campagna elettorale, dove ogni briciola diventa un macigno).

Mi è poi capitato ieri sera di sentire Matrix (stavo lavorando, con un orecchio teso alla tv, potrei essermi perso qualcosa), e temo di dover muovere una ulteriore critica.
Mi è parso che il tema fondamentale, come era da aspettarsi, fosse il suo fondoschiena.
Quello che avrei voluto sentire era il programma della lista Tsipras.
Mi spiego: lei, ottenuta visibilità con la foto contestata, non avrebbe dovuto cercare di giustificare tale scelta di fronte alle telecamere, ma illustrare i motivi per cui Tsipras rappresenta una possibilità.
Le chiedono se si è sentita offesa? Lei risponde con il programma della lista.
La incalzano con i vari “zoccoletta” e “chiappetta rossa”? Lei risponde ancora con il programma.
La paragonano ad altre “ragazze immagine” della politica? Ancora il programma.

In questa maniera lei avrebbe potuto marcare una distanza enorme tra chi fa “informazione” solo se vede un emisfero roseo e chi invece sostiene un progetto politico. Avrebbe potuto ridicolizzare direttori di giornali e mostrare la pochezza di politici. Avrebbe potuto dimostrare con i fatti prima che con le parole che la sua era una mera provocazione alla quale tutti hanno tristemente abboccato.

Capisco che trovandosi ad essere l'oggetto del contendere non sia così facile pensare lucidamente ad una strategia di “attacco gentile”, ma temo che abbia sprecato un'opportunità meravigliosa.
E parallelamente oggi si parla più del bikini che della lista, con grande sdegno di potenziali elettori che si sono sentiti tirati dentro alla solita politica fatta di ammiccamenti prima che di proposte.

Cordiali saluti.

Enrico Guastini

venerdì 9 maggio 2014


Documento sui pesticidi elaborato da Luciano Michelacci
per l'Alleanza Beni Comuni.




PESTICIDI




La definizione dei pesticidi è: categoria di composti chimici utilizzati per combattere parassiti e altri organismi dannosi per l'uomo, gli animali e le piante (come insetti, funghi, muffe, roditori, erbe o nematodi). Per la loro stessa natura i pesticidi risultano pericolosi all'uomo o agli altri animali, in quanto il loro scopo è di uccidere o danneggiare gli organismi viventi. A seconda come si vogliono presentare vengono chiamati anche: fitosanitari o agro farmaci  o fitofarmaci.
L'intossicazione da fitofarmaci può provocare: cancro, abbassamento delle difese immunitarie, malattie e malformazioni nel feto, allergie, sterilità, danneggiamento nella trasmissione degli impulsi nervosi. 
I pericoli maggiori sono per i bambini.

Oggi in Europa

Ogni anno vengono sparse nell’ambiente 220.000 tonnellate di pesticidi: 108.000 tonnellate di fungicidi, 84.000 tonnellate di erbicidi e 21.000 tonnellate di insetticidi. Se ci aggiungiamo le 7000 tonnellate di “regolatori della crescita” questo equivale a mezzo chilo di sostanze attive per ogni cittadino europeo. 
La persistenza dei pesticidi nell’ambiente è conferma da molte analisi, tra cui una recente indagine dell’ISPRA ( Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) che dice:
“…….Sono ancora largamente presenti, nelle falde acquifere superficiali e sotterranee,  sostanze ormai fuori commercio, come l’atrazina (bandita da oltre due decenni) e la simazina vietata in anni più recenti. Tale presenza è evidentemente il residuo di una contaminazione dovuta al forte utilizzo delle sostanze nel passato e alla loro elevata persistenza ambientale.”
La legge regola i limiti massimi per ciascun principio attivo dei pesticidi, ma non dice niente riguardo al multi residuo, ciò la presenza di più pesticidi nello stesso campione.
Analisi Lega ambiente 2012 nella provincia di Bolzano: il frutto sano per antonomasia: la mela, contaminata da più residui nell'65% dei casi (anche con 4 e 6 diverse sostanze contemporaneamente).
Per dare un’idea della presenza di pesticidi in tutto l’ambiente riporto questa indagine (Fonte: IASMA - Unità Sperimentale Agraria, Convegno Sernaglia (TV) 16 dicembre 2011):
“I contadini quando irrorano i pesticidi sono protetti da maschera e tuta. Quando invece lavorano nel vigneto non hanno alcuna protezione. Esaminando le urine degli agricoltori prima e dopo i trattamenti e prima e dopo i vari lavori eseguiti nella vigna si è visto come gli inquinanti presenti nelle urine sono poco superiori alla media dopo il trattamento con i pesticidi, mentre sono quasi 4 volte superiori alla media dopo l’operazione di legatura tralci o altre operazioni abituali, cioè quando non sono protetti. Questa è la condizione dei cittadini che vivono vicino alle colture, non hanno la tuta e la maschera che li protegge ed assorbono dosi massicce di veleni.” 
Secondo David Pimentel, professore di Agricoltura e scienze della vita alla Cornell University:
“Meno dello 0,1% dei pesticidi applicati per il controllo degli agenti nocivi raggiunge il bersaglio. Più del 99,9% dei pesticidi migra nell’ambiente, e qui aggredisce la salute pubblica, contaminando il suolo, l’acqua, l’atmosfera dell’ecosistema. Poiché, per un grammo di proteine che produce, un bovino deve mangiare 16 grammi di proteine vegetali; la concentrazione di residui di pesticidi nella carne è maggiore che nei vegetali, oltretutto negli allevamenti intensivi viene fatto largo uso di medicine per scongiurare malattie da stress e sovraffollamento.”
In altre parole troviamo i pesticidi in tutto l’ambiente e in tutti gli alimenti, come detto sopra i pesticidi sono stati fatti per uccidere, non ha quindi senso parlare di limiti ammessi per legge, ci sono tracce di pesticidi nell’ambiente e in quello che mangiamo, se queste tracce sono minime uccidono poco, se sono alte uccidono molto, ma uccidono sempre.
Le industrie chimiche nei nomi dei loro prodotti, nelle loro pubblicità, adoperano linguaggio di guerra (uccidere, sterminare …).  
Una delle conseguenze dell'uso indiscriminato dei pesticidi in agricoltura è l'aumento delle "resistenze". In altre parole i microrganismi o le piante infestanti col tempo si adattano ai veleni fino a diventare immuni. Ne consegue che per combatterli occorre aumentare le dosi e la tossicità delle sostanze. Si è calcolato che le piante resistenti ai pesticidi sono passate da 10 nel 1938 a 402 nel 1980 a 650 nel 1991. 
Poiché esistono diversi metodi e/o lavorazioni che possono sostituire con efficacia i pesticidi chimici, usiamoli.

Alternative ai pesticidi

Scelta di varietà resistenti alle malattie, uso di esche per la cattura, uso di odori che confondono gli accoppiamenti, uso di pesticidi completamente derivati dalle piante, piantagione assieme alla coltura principale di specie repellenti per insetti, semine di sovesci, piantagione miste di specie con diversa profondità dell’apparato radicale evita la nascita di infestanti, uso di pacciamatura, etc.
Il miglior metodo per evitare i pesticidi  è senz’altro la biodiversità, laddove esiste la biodiversità nessun organismo può prendere il sopravvento. Questo principio è esattamente il contrario delle azioni delle industrie chimiche,: riducono il più possibile le varietà per uniformare la loro produzione di semi, la diminuzione della biodiversità porta ad un uso sempre maggiore di pesticidi. Con i profitti realizzati vendendo veleni, le multinazionali del chimico stanno comperando le industrie farmaceutiche, prima ci vendono i veleni facendoci ammalare, poi ci vendono le medicine per curarci ( sospetto che siano gli stessi veleni con altri nomi).

Azioni

Porre la massima attenzione alla provenienza di ciò che mangiamo, se tutti mangiamo biologico, le aziende che producono con metodi chimici dovranno convertirsi, attualmente in Toscana su 40.00 aziende agricole solo 4.000 sono biologiche. 
Frutta e verdura solo di stagione, per produrre fuori stagione occorrono troppi trattamenti.
Sviluppare il più possibile l’agricoltura familiare e di prossimità e i mecati locali, la migliore garanzia di salubrità è la conoscenza diretta del produttore e del luogo dove opera.
Ricordarsi che il 13% dei pesticidi è usato solo per migliorare l’aspetto dei cibi.
Il 25% della produzione mondiale di pesticidi viene usato nella coltivazione del cotone, pensate quanti veleni in meno se comperiamo solo cotone biologico.
Diffondere con tutti i mezzi possibili queste informazioni, informatevi, si trovano centinaia di libri, di articoli in internet, di ricerche, sui temi sopra detti. Parlatene con amici, conoscenti, compagni di lavoro.






Le grandi produttrici di veleni:

Big agro: Basf Agro SAS, Bayer CropScience, Dow AgroScience, DuPont, Monsanto e Syngenta

Big pharma: Pfizer, Glaxo Smith Kline, Johnson & Johnson, Merck, Novartis, Astra Zeneca, Roche, Bristol-Myers Squibb, Wyeth (Pfizer), Abbott Labs.

martedì 11 febbraio 2014

Frane e alluvioni

Scuole chiuse, strade impraticabili, case, negozi, capannoni invasi dall'acqua, frane in montagna e in collina, frazioni isolate, ferrovie bloccate. Visto che da un po' di tempo, come accade ormai ogni volta che piove, si alzano numerosissime le voci che lamentano danni e inefficienze, proviamo a condividere due riflessioni tratte dalla prefazione di una tesi di dottorato, nella speranza di aprire uno spiraglio di comprensione sull'argomento (non certo nuovo) e sulle responsabilità.


lunedì 3 febbraio 2014

Comunicato di Viva la porrettana viva


In seguito all'evento franoso che il 5 Gennaio scorso ha colpito la linea ferroviaria, nei pressi della stazione di Corbezzi, il Comitato Viva la porrettana viva ha palesato le sue preoccupazioni alle istituzioni toscane (Comune, Provincia e Pistoia) e ha presentato loro una proposta su come poteva venire organizzato al meglio un servizio sostitutivo.

Ad oggi non sono state ottenute risposte in merito; ad un mese dall'accaduto non sappiamo ancora quale sarà il nostro destino, quale è stata la reale entità del danno, quali i tempi necessari per il ripristino e la messa in sicurezza della linea.

Troviamoci il 9 Febbraio a La Cugna (ore 9:30, nel piazzale antistante il Ristorante, S.S. 64) per una passeggiata dimostrativa, per continuare a tenere alta e viva l'attenzione sulla nostra Porrettana, per difendere il nostro futuro!

È importante la partecipazione: si chiede la cortesia di diffondere il volantino dell'iniziativa!





















Per qualsiasi info sull'evento, potete contattare il Comitato Viva la porrettana viva (a questo indirizzo mail) o visitare la pagina del gruppo Facebook “Salviamo la Porrettana”.


Saluti 

Il Comitato Viva la porrettana viva

domenica 26 gennaio 2014

Ospedali, ovvero: tutto il mondo è paese

Era già successo a Susa (TO) che il reparto di ostetricia venisse soppresso, prima tappa della riduzione del servizio sanitario. Se serve l'ospedale, si va a Torino: 60 km.
Qui, a Pistoia, è l'ospedale della montagna, quello di San Marcello, che rischia la dismissione, con buona pace di chi ha un incidente in montagna (strada o pista che sia). Ospedale più vicino: Pistoia, 30 km, sperando che sulla strada delle ghiacciaie non ci siano problemi per l'ambulanza.
Adesso tocca all'ospedale di Porretta Terme, di nuovo partendo dal Punto Nascita. L'ospedale di Bologna è a 70 km.

Il “rinnovamento” della Sanità pubblica sta creando problemi e disservizi ovunque; l'idea è ormai quella dell'azienda che deve generare principalmente profitto mentre il rispondere alle necessità degli utenti passa in secondo piano.

Quello che segue è il volantino che arriva dalla valle del Reno, dove si trovano ad affrontare il problema in questo inizio 2014.







venerdì 27 settembre 2013

Istigazione a delinquere


Alberto Perino, comunemente citato dai media come «leader storico dei NO TAV» per quanto non esistano leader nel movimento, ha subito la perquisizione della sua abitazione in quanto accusato dalla procura di Torino di istigazione a delinquere.


Tempo addietro eravamo a Chiomonte, di notte, a presidiare l'area dove poi è sorto il cantiere.
Alcuni ragazzi, alla notizia che stava arrivando una colonna di mezzi della Polizia, avevano cominciato a raccogliere pietre nei caschi, ma Alberto e altri li fermarono: «Che fate? Ma siete imbecilli?». I ragazzi buttarono le pietre.
La mattina, rientrando a casa, parlavamo lui e io; mi diceva: «Questo è il nostro problema: quei ragazzi non hanno ancora capito che se ci dovesse essere un contatto con le forze dell'ordine noi non dobbiamo attaccare, altrimenti passiamo dalla parte del torto. Noi le dobbiamo prendere e basta.»

Istigazione a delinquere?

Boccaccio 2013 – la fine


Due righe sulla conclusione della vicenda (l'articolo completo dal quale ho estratto un sunto può essere visionato qui: http://iltirreno.gelocal.it/empoli/cronaca/2013/09/21/news/interviene-il-colle-e-il-sindaco-di-certaldo-cambia-i-manifesti-1.7778799).

 – La Presidenza della Repubblica ha chiesto di eliminare la dicitura "Alto Patronato", in quanto «Non può essere consentito che la massima adesione presidenziale sia associata ad un’immagine suscettibile di urtare la sensibilità di cittadini e cittadine».

 – Loretta Lazzeri, presidente della commissione pari opportunità della Provincia di Firenze: «Il corpo delle donne non può essere preso a pretesto per iniziative di promozione, qualsiasi esse siano. Dispiace che per celebrare un’iniziativa di carattere culturale si sia fatto ricorso all'ennesimo sfruttamento dell'immagine della donna».

 – Emilio Pampaloni dell'associazione Polis, che gestisce il Centro giovani "I Macelli" di Certaldo (creatore del concept "Boccaccesco 700 - arte urbana", che ha prodotto le immagini finite sui manifesti): «Le immagini non sono pubblicità, ma delle opere d'arte che sono esposte sui muri delle strade. "Boccaccesco 700 - arte urbana" non promuove alcunché, è esso stesso un evento culturale».


Ho scritto personalmente al Pampaloni facendogli notare che sui manifesti c'era proprio scritto: «Boccaccio 1313-2013 un anno di eventi in Toscana», ovvero promozione di tutti gli eventi dell'anno.
Non mi ha risposto.

Enrico Guastini

venerdì 20 settembre 2013

Boccaccio 2013 – prima risposta


La prima risposta alla richiesta di chiarimenti è giunta dall'ufficio stampa del Comune di Certaldo


Gentile Consigliere Guastini,
confidando che i destinatari della sua presente le vorranno rispondere, ritengo comunque importante segnalarle l'esistenza di un "progetto artistico" vero e proprio che sta a monte dell'immagine in questione.
Progetto che, nella sua completezza e organicità, abbiamo notato era del tutto ignorato o travisato dalle recenti critiche comparse su blog e social network
La invitiamo quindi a leggere http://www.boccaccio2013.it/it/arte/205-arte-urbana-il-ninfale-fiesolano-concept per il manifesto in questione, a sfogliare http://www.boccaccio2013.it/it/arte per visionare il progetto in progress, e le allego il comunicato diffuso ieri a questo proposito dalla Associazione Polis.
Cordiali
Filippo Belli
Ufficio Stampa


Questa la risposta:


Gentile Belli,
per prima cosa tengo a precisare di non essere consigliere.
Ovviamente il "progetto artistico" lo avevamo visto e ne avevamo letto e valutato le motivazioni; anche se blog e social network ignorano e travisano, da questo punto di vista le posso assicurare che ci eravamo informati. Avrà certo notato che nella lettera non abbiamo rivolto critiche al progetto o agli artisti; però, se è da rispettare la loro libertà di espressione, è da rispettare anche la libertà di espressione di chi reputa brutto, squallido o persino offensivo il loro lavoro.
Ci terrei a far notare anche che il bollino ARTE non è sufficiente a definire come valida una qualsiasi iniziativa; questo rischierebbe di diventare un modo per aggirare ogni proposito morale o legale: se qualcuno giudicasse "artistici" i lager nazisti, questi diventerebbero una cosa di cui andare orgogliosi?
Per tornare alla lettera, non le sarà certo sfuggito che era indirizzata alle istituzioni.
Proprio le istituzioni, infatti, dovrebbero andare oltre al semplice "mi piace" o "non mi piace", cercando di promuovere ciò che è utile all'interesse generale.
Nello specifico, la Presidenza della Repubblica e la Commissione regionale Pari Opportunità si erano spese contro l'utilizzo del corpo femminile come specchietto per le allodole, come esca per portare l'attenzione su un prodotto (fisico o culturale fa poca differenza).
Un tale utilizzo veniva considerato sottocultura, lesivo della dignità della donna e preambolo di molestie e violenze.
Oggi la Presidenza della Repubblica e la Regione contraddicono con i fatti le parole dette (e, per colmo, si tratta esattamente delle stesse persone fisiche che ricoprono le stesse cariche).
A loro chiediamo di spiegarsi.

Cordialmente
Enrico Guastini

giovedì 19 settembre 2013

Boccaccio 2013


alla C.A. di:
Giorgio Napolitano – Presidente della Repubblica
Rossella Pettinati – Presidente Commissione Pari Opportunità Regione Toscana

per conoscenza:
Ufficio di Presidenza Regione Toscana
Cristina Scaletti – Assessore alla Cultura Regione Toscana
Daniela Lastri – consigliere Regione Toscana
Mauro Romanelli – consigliere Regione Toscana
Stefano Zamponi - Presidente Ente Nazionale Giovanni Boccaccio
Comune di Certaldo



Nel 2010 il presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano diceva:
“È evidente che la comunicazione di un’immagine della donna che risponda a funzioni ornamentali o che venga offerta come bene di consumo offende profondamente la dignità delle donne italiane. Non solo: questo stile di comunicazione nei media, nelle pubblicità, nel dibattito pubblico può offrire un contesto favorevole dove attecchiscono molestie sessuali, verbali e fisiche, se non veri e propri atti di violenza anche da parte di giovanissimi.”

Nel 2012 la Regione Toscana promuoveva un incontro dal titolo: "Il corpo femminile nella pubblicità: tra uso e abuso, il limite è nelle regole".
In tale occasione Rossella Pettinati, Presidente Commissione regionale Pari Opportunità, sosteneva:
“Il dominio culturale di media non attenti alla dignità delle donne contribuisce pericolosamente a creare uno stereotipo di donna lontana dalla realtà, una immagine del femminile che, spacciata per spregiudicata e libera, offende il principio elementare del rispetto e nasconde la crescita professionale, civile e culturale delle donne. [...] Abbiamo bisogno di nuove immagini che ci rappresentino nella nostra normalità di donne che studiano, lavorano, ...” 

A entrambi i presidenti (Napolitano e Pettinati) chiediamo conto dei manifesti pubblicitari che,  con l'organizzazione della Regione Toscana e sotto l'alto patronato del Presidente della Repubblica, promuovono gli eventi in occasione del 7° centenario della nascita di Giovanni Boccaccio.
Quei manifesti, per chiarirsi, che vedono corpi femminili che ben poco hanno di boccaccesco utilizzati per “rivitalizzare” un evento letterario che forse ha avuto poco seguito.



giovedì 25 luglio 2013

Trasparenza e partecipazione


La giunta comunale ha licenziato il piano di sistemazione per l’area del nuovo presidio ospedaliero.

Secondo il comunicato del Comune di Pistoia:

«l’accordo di programma [per la realizzazione del nuovo presidio ospedaliero, ndr] prevede che siano subordinati alla redazione del piano gli interventi di messa in sicurezza idraulica del torrente Brusigliano, il completamento della viabilità di accesso al nuovo ospedale, le opere di mitigazione del rumore a cura dell’ufficio tecnico del Genio civile di Pistoia, la cassa di espansione nell’area di “Bosco in città”, lo spostamento del campo nomadi del torrente Brusigliano, la sistemazione e la messa in sicurezza dell’argine del torrente Ombrone a cura del Genio civile e gli interventi di messa in sicurezza idraulica del torrente Brusigliano a cura del Comune.»

Per la verità, nell'accordo di programma si leggeva che la messa in funzione dell'ospedale era da subordinare alla realizzazione di tutte le opere necessarie a rendere l'area fruibile, cosa che chiaramente non è accaduta.
NOTA: tra le opere previste come prioritarie e non realizzate (e neppure rammentate dall'ufficio stampa del Comune) c'era la bonifica del torrente Brusigliano, ad oggi notevolmente inquinato da scarichi fognari provenienti dalla zona ovest di Pistoia.

Continua il comunicato del Comune:

«Il piano, dunque, avrebbe dovuto essere approvato prima dell’esecuzione dei progetti, ma i procedimenti amministrativi attivati dall’allora responsabile del procedimento non hanno tenuto conto di tale prescrizione.»

NOME e COGNOME del responsabile, grazie.
E MOTIVAZIONE del perché le prescrizioni non sono state tenute in considerazione.

«Con la nuova Amministrazione, il successivo – e attuale - responsabile del procedimento ha, dunque, bloccato l’avvio delle opere non ancora iniziate [...] per procedere alla preliminare approvazione del Piano»

Anche qui, NOME e COGNOME.


Per completezza dell'informazione.

«Per il Comune di Pistoia, il responsabile unico del procedimento era l’ingegner Marcello Evangelisti. [...] A seguito dell’indagine della magistratura, sfociata nei provvedimenti giudiziari del 11 giugno dello scorso anno che hanno coinvolto il responsabile del procedimento, il direttore dei lavori ed entrambe le aziende esecutrici dell’opera, è stato affidato il ruolo di responsabile del procedimento all’architetto Francesco Bragagnolo»


E per dirla tutta, un incontro con l'arch. Bragagnolo e l'ass. Tuci è stato fatto il 12 giugno in merito alla bonifica del Brusigliano; la prevista cassa di espansione infatti, nelle attuali condizioni, significherebbe dare libero sfogo ad una fogna in un parco (o meglio, in ciò che da 10 anni avrebbe dovuto essere un parco cittadino).
Durante tale incontro l'architetto ci aveva promesso copia del progetto della cassa d'espansione. Dopo tre mail di sollecito ancora non abbiamo avuto alcuna risposta, e quindi il quarto sollecito lo facciamo con questo comunicato.

Questo è il dialogo che l'Amministrazione ha con la cittadinanza?
Notizie incomplete e false promesse?

lunedì 15 luglio 2013

«Pagherò quando sarà caldo»


Il nastro tricolore è stato tagliato.


C'erano la banda, il coro, gli sbandieratori.
C'erano i politici, qualche tecnico, i "decisori".
C'erano i cittadini, le lavoratrici col dubbio sul domani.
E c'erano le voci.
“Ma manca la roba, è pronto a metà. Perché hanno anticipato l'apertura?”
“Perché Rossi il 25 è in vacanza”
“No, perché stanno per arrestare ... e questo avrebbe rovinato l'inaugurazione”

Solo voci, per carità, ma che dimostrano quanto il cittadino medio sia convinto che l'interesse principale non sia quello dell'utente.

E poi ci si chiede: “Ma se le idrovore smettessero di lavorare, in quanto tempo si riempirebbe d'acqua l'ospedale?”
“Ma perché non l'hanno fatto nell'area ex-Pallavicini?”
“Perché Rossi, presidente degli alluvionati, è così contento che abbiano costruito un ospedale in area di pertinenza fluviale?”
...in effetti, il rapporto del presidente con l'idrologia è un po' dubbio (si veda la legge 21/2012 e cosa è consentito costruire in aree a rischio idraulico molto elevato).

Le domande continuano.
“Questi sono gli ascensori che hanno cambiato perché le barelle non ci entravano?”
“Ma il Brusigliano è sempre una fogna? Non dovevano ripulirlo prima di aprire l'ospedale?”
“Hai sentito che tagliano il personale?”


È stato quasi surreale un passaggio del discorso del presidente Rossi, dove si schierava nettamente a favore della sanità pubblica perché è un «bene comune, come l'acqua, l'aria, il clima; le amministrazioni devono tutelare i beni comuni contro le speculazioni, le privatizzazioni, ...».
La memoria torna al referendum sull'acqua e a come il PD si fosse schierato nettamente contro, salvo fare un cambio di rotta all'ultimo momento per seguire il proprio elettorato (ricordiamo tutti la risposta di Veltroni a padre Zanotelli in merito all'acqua pubblica, no? E le posizioni di D'Alema, o del sindaco di Torino Chiamparino, o di quello di firenze Domenici, o di quello di Pistoia Berti...).
Per cercare un'opposizione alle privatizzazioni di aziende o servizi bisogna rivolgersi verso i movimenti, non certo verso i partiti, eppure... eppure dalle parole di Rossi sembra che il PD sia alfiere dei beni comuni.
Poi si torna nella realtà, e al centro commerciale legato da sempre indissolubilmente all'ospedale.
Si ripensa all'area sbandierata per comunale, ma per la quale si è dovuto comunque pagare.
O alla gestione privata che, come è stato ricordato, perdurerà per altri 19 anni.


È faticoso dovere, ancora una volta, mettere in fila tutte le criticità.
Ricorderemo solo, a titolo d'esempio, che la fogna Brusigliano ancora non è stata bonificata (tradendo quindi l'accordo di programma che prevedeva un rivoletto bucolico accanto al nuovo presidio ospedaliero) e anzi si programma di realizzarvi una cassa d'espansione per trattenere i liquami nel Bosco in Città (che da 10 anni avrebbe dovuto essere un parco cittadino); maggiori dettagli in merito quando avremo la possibilità di verificare il progetto nella sua completezza, documento (non ancora pervenuto) promessoci il 12 giugno dall'architetto Bragagnolo, dirigente del Comune di Pistoia, durante un incontro apposito cui era presente anche l'assessore Tuci.


Esemplare l'impossibilità, il giorno dell'inaugurazione, di accedere senza automobile, dettaglio che ha portato alla situazione paradossale di una donna fermata dai vigili, identificata e trattenuta in zona perché intenzionata a tornare a casa a piedi. Avendo un tutore al braccio non poteva guidare.


Per ultimo un commento che è parso il più esemplificativo:

«A sentir parlare loro sembra che vada tutto bene...»

giovedì 13 giugno 2013

Cassa d'espansione ai laghi Primavera


Il progetto della cassa di espansione ai Laghi Primavera volto a ridurre il rischio alluvione per il Nuovo Ospedale e la piana prevede un grande invaso di 600.000 metri cubi nella zona dei laghi, che verranno trasformati in uno solo scavando fra l'uno e l'altro.

Il materiale per gli argini che mancherà verrà prelevato dalla diga del Bacino di Gello con 250 viaggi al giorno per 350 giorni lavorativi fra Gello e Pistoia ovest sulla tangenziale.

Verrà costruito uno sbarramento di 90 metri sull'Ombrone ( da argine ad argine) e alto da 4 a 6.50 metri per poter mandare l'acqua di piena nella cassa superando l'argine attuale.
Forse si poteva progettare qualcosa di meno invasivo per ridurre il rischio idraulico per il Nuovo Ospedale e le zone critiche della piana.

Si stravolgerà una zona “verde” che difficilmente tornerà ad essere fruibile come adesso, sia come area ricreativa che in funzione della pesca sportiva, attività che in zona porta, nel corso dell'anno, alcune migliaia di partecipanti a gare anche internazionali che hanno ricadute economiche per la città.

Sarebbe opportuno considerare che i problemi di esondazione avvengono in particolare lungo torrenti e fossi che raccolgono le acque di zone a vivaio. Ripristinare la capacità di accumulo idrico dei vivai, limitandone l'impermeabilizzazione e la copertura a ghiaia, darebbe un contributo alla messa in sicurezza del territorio.

Parallelamente, è necessario ricordare che la recente legge regionale sul rischio idraulico (L.R. 21/2012) consente l'edificazione in aree classificate come “a rischio idraulico molto elevato”, di fatto limitando di molto l'efficacia di ogni opera di prevenzione.

Oltre a ciò sembra che ci siano casse, nella zona di Agliana, mai utilizzate perché coltivate a vivaio e costerebbe molto pagare i danni dovuti ad allagamento. Si verificherà la stessa cosa anche ai Laghi Primavera, dove buona parte delle casse è occupata da attività vivaistica?

Concludiamo con una considerazione amara: per la salvaguardia del Nuovo Ospedale forse la soluzione migliore sarebbe stata il costruirlo altrove, in zona più sicura.

venerdì 31 maggio 2013

Bosco in Città: ...?


Da oltre dieci anni la città aspetta che venga resa disponibile a famiglie, bambini, anziani l’area a sud di via Nazario Sauro denominata

BOSCO IN CITTÀ

sappiamo che ancora non c’è stato il passaggio di proprietà dalla società Elaya al Comune

constatiamo che la situazione dell’area è quella di un bosco a baccano impraticabile

 sappiamo che l’Amministrazione deve far fronte ad un contratto capestro oneroso


— constatiamo che non arrivano notizie di sviluppi

— sappiamo che il Brusigliano è una fogna a cielo aperto che raccoglie gli scarichi di

Pistoia ovest e che doveva essere risanato per salvaguardare il nuovo ospedale

— constatiamo che niente è stato fatto in merito e che la prossima estate allieterà ancora gli abitanti della zona con odori nauseanti

— sappiamo che è prevista la costruzione di una cassa di espansione nel Bosco in Città per salvare l’ospedale dalle piene del Brusigliano

— constatiamo che è un’ottima trovata per dimostrare ai Pistoiesi come valorizzare i liquami

— sappiamo che fognature e depurazione rappresentano il 33% della bolletta Publiacqua


— constatiamo che se il servizio manca devono essere restituiti i soldi non dovuti


Un anno fa chiedevamo le stesse cose e ci fu risposto di dare il tempo

all’Amministrazione di fare i passi necessari



Al Sindaco di Pistoia chiediamo
precise risposte sul futuro Parco e sul Brusigliano


mercoledì 22 maggio 2013

Politica privata?


Art. 49 – Costituzione della Repubblica Italiana

«Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.»


Secondo Anna Finocchiaro, Luigi Enrico Zanda, Nicola Latorre, Felice Casson e Carlo Pegorer questo significherebbe che soltanto i partiti definiti da una personalità giuridica hanno diritto a fare politica:

«L'acquisizione della personalità giuridica e la publicazione dello statuto nella Gazzetta Ufficiale ai sensi dell'articolo 8 costituiscono condizione per poter partecipare alle competizioni ufficiali»
– art. 6, c. 1, DDL 22 marzo 2013 n. 260


Il senso dell'articolo 49 è a mio avviso differente: a nessuno può essere negata la possibilità di incidere sulla politica entrando a far parte di un partito.
La differenza è abissale, soprattuto nella concezione di democraticità.
Mentre la prima interpretazione cerca di mettere le briglie alla partecipazione politica, la seconda tende ad eliminare i rischi di marginalizzazione di questo o quel cittadino. Anche guardando all'impostazione della Carta Costituzionale vedrei questa seconda interpretazione più in linea con gli intenti dei Padri Costituenti.


Leggo una dichiarazione di Zanda:
«Sono stupito, mi sembra una polemica del tutto strumentale», dice il presidente dei senatori democratici, perché si tratta di un testo «che ho sottoscritto per migliorare l'ordinamento, non per punire questo o quel partito o per far danno a qualcuno. [...]»

Anch'io sono stupito: in che Paese vive Zanda? Non ha fatto caso a quante liste civiche si sono presentate (soprattutto ultimamente) alle elezioni da 40 anni a questa parte?
Nella sola Pistoia delle amministrative 2012 un simile provvedimento avrebbe visto l'eliminazione dalla competizione elettorale di 8 gruppi su 17, rappresentanza del 30% dei votanti, 9 consiglieri.
Questo nel nome della democrazia?

È dalla nascita del PD che chiedo quale concetto abbiano di “democrazia”, fino da quelle prime primarie pubblicizzate con l'ossimoro «Sono democratico PERCIÒ decido io».
Una sola risposta diretta, datata 2007: «Qualcuno cerca di travisare il significato della parola».
Purtroppo, tante sono le conferme indirette.


Altre dichiarazioni (Alessandra Moretti, Paolo Guerrieri, la stessa Finocchiaro) sostengono che la norma servirebbe a dare trasparenza ai partiti, a favorirne la democrazia interna.
Tali argomentazioni esulano dalla critica:

si vuole impedire che singoli cittadini facciano politica dall'esterno di un apparato.

PERCHÉ?