sabato 23 febbraio 2013

Blitz del Governo Monti sull'autorizzazione ambientale


Ultimi colpi di coda del Governo uscente: semplificazione della procedura per l’autorizzazione ambientale; in poche parole l’Autorizzazione Unica Ambientale:

• 15 anni di durata per limitare gli oneri alle imprese (la Commissione Ambiente della Camera ha dato parere favorevole, purché si rivedesse il termine di 15 anni, ma a tutt’oggi tale durata non sembra aver subito ritocchi);

• controlli previsti sull’attuazione dell’AUA ma non sui tassi di inquinamento (sui quali ci si affida ad autocontrolli con comunicazione quadriennale) e sanzioni praticamente inesistenti [controlli e sanzioni erano stati richiesti dalle Regioni ma non accolti perché non previsti nel DL Semplificazioni];

• applicazione anche in presenza di sostanze pericolose, cancerogene, tossiche per la riproduzione, mutagene, di tossicità e cumulabilità particolarmente elevate (in una prima stesura erano dichiaratamente escluse dalla semplificazione AUA, poi ricomprese);

• non tiene conto dell’insieme degli impianti e delle attività presenti nello stabilimento richiedente.

Il provvedimento è indirizzato alle piccole e medie imprese (sotto i 250 occupati, fatturato entro i 50 mln €), e subito vengono in mente gli inceneritori previsti dal PIR dell’ATO Toscana Centro, con autocontrolli, anche su sostanze cancerogene, che per ovvi motivi non possono essere considerati affidabili.
Reputiamo osceno che la massima autorità del Ministero dell’Ambiente preferisca agevolare l’iniziativa economica a scapito della salubrità dei territori e della salute della gente, contravvenendo così alla stessa Costituzione (art. 41, comma 2) sulla quale ha giurato, oltre a tradire il proprio mandato.
Troviamo inconcepibile, dopo vicende gravissime come i casi di Porto Marghera e dell’Ilva di Taranto, che, anziché rendere più rigorose le norme e le attività di controllo, si proceda piuttosto ad una totale deregolamentazione della materia.

Chiediamo a tutti i candidati alle ormai prossime elezioni di esprimersi sulla vicenda, sia sulla metodologia di approvazione (confronto con Regioni e Commissione Ambiente inutile), sia sui contenuti (il Ministro dell’Ambiente che tutela l’inquinamento).


Lista Civica Ecologista “Per un’altra Pistoia”
Nodo pistoiese di A.L.B.A.
Confederazione Cobas Pistoia

sabato 26 gennaio 2013

RFI: il TAV in Val di Susa non serve più

Bisognerà ringraziare Tino Balduzzi per aver trovato un documento prodotto da RFI.
Due paginette per scrivere due righe:

I rotabili tipo “Modalohr” possono circolare sulla linea Torino Orbassano – Modane alle condizioni previste dalla disposizione 14/2006, modificata ai sensi della presente prescrizione.

Cosa significa? Che le merci...

...possono passare sulla linea storica...

...che collega Torino e Lyon...

...attraverso la Val di Susa...

...senza bisogno di una nuova linea!


È stato sufficiente un ritocco alle gallerie.

Ma non è proprio quello che dicevamo da 24 anni?
Non è proprio quello per cui ci sono stati scontri, cariche, soprusi, feriti, denunce, blocchi, presidi, abusi di potere, bombe carta, lacrimogeni cancerogeni, disinformazione, diffamazioni e via dicendo?
Perché la politica ha cercato costantemente di realizzare la Torino-Lyon quando c'era la possibilità di fare in maniera diversa, meno dispendiosa, senza creare attriti con la popolazione?

Allora è vero che il PD voleva l'opera solo per i rapporti con la CMC di Ravenna e TAV S.p.A.?
E che il PdL voleva l'opera per propri i rapporti con la Rocksoil?
E l'IdV perché la voleva? Per tenersi amico il PD?
E i Comunisti Italiani come mai?

90000 € al giorno per le FF.O. che presidiano la zona non si spendono a caso, quindi sarebbe interessante sapere le motivazioni che hanno spinto i vari partiti ad appoggiare un'opera di cui non c'era, non c'è e non ci sarà bisogno.

Si è trattato di semplice incompetenza o ci sono stati interessi diversi?

martedì 8 gennaio 2013

Palestina ieri e oggi


ART- 11
PACE E NONVIOLENZA

Auditorium “Terzani”, Biblioteca San Giorgio

Via S. Pertini, snc
51100 Pistoia
Tel. 0573-371600



MOSTRA FOTOGRAFICA
PALESTINA IERI ED OGGI
Foto-documenti-testimonianze sulla lotta della Palestina
9-19 gennaio 2013

Incontro di inaugurazione venerdì 11 gennaio 2013, ore 16.00
Auditorium Terzani

ore 16,30 Proiezione del film
Tomorrow 's land
di Andrea Mariani e Nicola Zambelli



in co-promozione con il Comune di Pistoia


Per informazioni:


Luca: lpecchioli@tiscali.it  3473736884
Stefano: stefanopt33@gmail.com 3381911887
Eloisa: eloisa.pierucci2@gmail.com 3470572731



ART-11 è promosso da:

Centro Studi Umanisti Toscana “Ti Con Zero” – Associazione di promozione sociale “TrasformAzione” – Comitato di Quartiere delle Casermette – A.N.P.I. Sezione Gherardini di Pistoia - Gruppo Esperantista Pistoiese “Umberto Stoppoloni” - Centro Studi e Documentazione sull'Handicap di Pistoia – Associazione Araba Fenice di Viareggio – Associazione Incontriamoci sull'Arno Centro Documentazione Bauhaus – Comitato Pistoiese per la Palestina – Legambiente – Compagnia teatrale Sesamo e Cartamo – Centro studi e documentazione sulle popolazioni di origine nomade – Gruppo Sangha di Pistoia, nella tradizione di Tich Nhat Hanh – Lunatikos, performance teatrale interattiva – Liberepazzedonne Teatro – Laboratorio Toscano ANS di Scienze Sociali, Comunicazione e Marketing - Movimento Ecologisti e Reti Civiche, ARCI – Circolo tematico “La Torre” - Antonio Sammartino, Garante dei diritti dei detenuti del carcere di Pistoia – Grazia Frisina e Dea Capisani, scrittrici - Ornella Marini, attrice

domenica 30 dicembre 2012

Lettera aperta ad Antonio Ingroia

“Cambiare Si Può” doveva essere un'altra cosa.


Una cosa diversa dai grandi partiti che guardano dall'alto dei sondaggi e anche da quelli piccoli che (sotto un nuovo nome) vorrebbero riproporre le vecchie facce, come pure da ciò che oggi il magistrato Ingroia (degnissima persona) propone ai cittadini italiani.


Una cosa “altra”, partecipata e democratica.

Sicuramente con molti limiti, ma con il grande pregio di non doversi piegare alla matematica elettorale (“quale parola, quale simbolo, quale vana promessa mi porterà più voti?”) o ai personalismi.
Per questo quando ho visto il nuovo simbolo elettorale ho provato una cocente delusione e la necessità di scrivere una lettera aperta al magistrato novello politico.


Per chi volesse perdere due minuti: Lettera aperta ad Antonio Ingroia

Cambiare si può, ma è tanto difficile


L’hotel Nazionale a due passi da Montecitorio ha davanti all’ingresso un gruppetto di persone vestite di scuro, tutti uomini, che parlano a voce bassa fra loro, sembrano  in attesa, vegliano compiti, come se ci fosse da qualche parte un morto. E forse c’è.

L’hotel Nazionale ha dei bellissimi bagni puliti e accoglienti e questo è sicuramente un pregio per chi si trova viandante. Poi ha delle stanze adibite ad “incontri” ma per trovarle bisogna scendere le scale e scendere scendere finché il fuori diventa davvero lontano e la stanza/cantina si presenta senza finestra con un odore di stantio forte, un tavolo con sopra degli avanzi di un precedente incontro, l’aria è gravida di parole precedenti e abbastanza insopportabile. Posaceneri bicchieri. Leonluca Orlando si mette a sparecchiare e invece di apparire un gesto normale chissà perché ha del grottesco. Ci sediamo e già mi sento seduta  in punta alla sedia. C’è qualche cosa di anormale in quel posto, forse l’aria viziata, la tappezzeria chissà? Sono lì con i miei due compagni di merende, tutti e due arrivano dalla provincia Granda da Cuneo e con me che arrivo dalla valsusa siamo abbastanza fuoriposto. Anche nei vestiti, mi sembra, nel modo di stare a quel tavolo. Non capisco se è un disagio o una forza. Ingroia comincia a parlare, parla parla di cose talmente ovvie che mi chiedo dove sta il trucco. Aspetto, come dal dentista, che arrivi il momento del trapano, perché è chiaro che deve arrivare. Percepisco comunque che la vicenda è già ben avanti, anche il simbolo c’è e verrà depositato. Penso al “nostro” che non abbiamo ancora votato ma che mi piace tanto: cancelletto. Percepisco che ci sono altre cose che non quadrano. Poi finalmente viene fuori: il famoso passo indietro non solo non è stato fatto, ma se l’hanno fatto (i partiti) è stato per prendere la rincorsa e farne due in avanti, azzannati alla gola. Eccolo là. Ingroia che pure non riesce a sembrare una cattiva persona cerca di convincerci che il famoso passo indietro significa…capisco che siamo nella stanza dei sortilegi. Le parole hanno altro significato, tutto ha altro significato e lo spiega bene Leonluca Orlando che si dichiara contro i partiti che sono morti ma proprio per questo sono in grado di far vivere altri morti. E la sua faccia è la più giusta che si potrebbe trovare per interpretare queste storie, una maschera tragica dirà Marco.

Poi parte Livio Pepino e finalmente le parole tornano ad avere un senso, toglie l’anestesia e il trapano comincia a far male, se dobbiamo toglierci sto dente. Poi parlo io (mi ero chiesta se sarei intervenuta), ma in quella situazione o muoio senz’aria oppure devo dirlo quello che ho sullo stomaco. Devo dirlo che sono dei sepolti vivi che sono lontani anni luce dalla gente che che che… Mai come in quel momento mi sento di appartenete ad una storia fatta di montagne, di provincia. Mi sento perfino un po’ grezza, ruvida, ma se perdo lo slancio ho paura che mi acchiappano e mi avvolgono nelle loro non parole- nei loro mancati significati, nelle loro paraculate analisi: Ma di cosa stiamo parlando? Poi parla Marco e affonda anche lui il coltello, senza sosta, senza pietà. E poi ancora Livio e poi ancora io e poi ancora Marco. Ingroia si toglie la giacca, suda, sbianca. È chiaro che non se lo aspettava. Non sa che pesci pigliare cerca di convincerci che i due passi indietro in realtà significavano…Ma siamo irremovibili, fieri di essere così irremovibili, di fatto gli abbiamo girato il tavolo. Siamo i –garanti- di un mare di rompicoglioni che abbiamo lasciato a casa in molte case di molte province e ormai sono nostri parenti, appunto insopportabili. Non si arretra di un solo passo anzi, si aumenta la dose perché nella mattinata abbiamo portato a casa un bel bottino gli amici di “Su la testa” e adesso abbiamo anche loro insieme. Il resto della storia è tutta da scrivere. Dovevamo rivederci e avere una risposta nel pomeriggio, ma si chiudono dentro, nella stanza senza finestre per decidere sul cosa fare. Intanto non c’è stato neppure il tempo di sentire il contraccolpo che cominciamo a fantasticare….a sentirci stranamente –leggeri- forse niente succede per caso. Forse abbiamo scampato un bel pericolo. Siamo scesi nell’oltretomba per renderci conto che siamo vivi. È una soddisfazione

– Chiara Sasso- 29 dicembre 2012



...grazie Chiara, e grazie anche a Pepino e Revelli: la coerenza esiste ancora.

venerdì 28 dicembre 2012

Lettera aperta alla consigliera provinciale Vicinelli

Gentile consigliera Vicinelli,

   ero presente lunedì 17 al Consiglio Provinciale in cui si è discusso del Piano Interprovinciale dei Rifiuti e sono una di quelle persone che si sono alzate e sono uscite durante il Suo intervento.
Provo a spiegarLe il perché.

Lei fin dal principio ha parlato di “modernità beffarda”, di spreco di cibo, acqua e carta, tecnologia dannosa ed economia che genera guerre. Tutte cose giustissime, ma il tema da discutere era un altro: i tumori causati dagli inceneritori.
Lei ha tacciato di demagogia un voto contrario al PIR e di integralismo i “veri ambientalisti”, eppure qui si parlava, dati alla mano, di salute più che di ambiente.

In altre parole, il Suo intervento sembrava trattare di altro, non entrando nel merito del problema (per chiarezza: gli inceneritori aumentano sensibilmente l'incidenza dei tumori nella popolazione residente nella zona limitrofa – numerosi gli studi al riguardo che Lei sicuramente conoscerà senza che io li debba qui ricordare).

A questo punto i “dati certificati” in Suo possesso mostravano un incremento dei rifiuti.
Un consigliere prima di Lei (non ricordo il nome) aveva appena parlato di una diminuzione dell'11% a gennaio 2012, mentre i dati in possesso dei Comitati parlavano di riduzione dei rifiuti negli ultimi anni, con un lieve aumento solo nel 2010. La giunta aglianese aveva mosso questa critica al PIR, sostenendo che la stima della quantità di rifiuti prodotti fosse gonfiata, e lo stesso Piano considera i dati di produzione dei rifiuti fino al 2008, mostrando una diminuzione negli ultimi due anni.
Forse ci sono dei problemi con la certificazione dei dati?

Mi sono alzato e sono andato via perché mi sentivo preso in giro (non solo da Lei, su questo è in buona compagnia).



Mi sono preso poi la libertà di riascoltare per intero il Suo intervento, e ho scoperto che Lei reputa vantaggioso l'utilizzo delle stoviglie usa e getta nelle scuole: ma così aumentano i rifiuti e non si educa nessuno.
Riporto un paio di passaggi che mi sono sembrati cruciali nella loro drammaticità:


«Secondo i dati della vigente normativa europea e nazionale la gerarchia dei rifiuti prevede nell'attuazione della gestione questo ordine: prevenzione, preparazione per il riutilizzo, riciclaggio, recupero e smaltimento»

E perché si approva un piano che prevede come punto centrale il passaggio da 60 mila a 280 mila tonnellate di incenerimento? Perché non si stanzia la maggior parte dei fondi per strutture di riciclaggio o per politiche di riduzione dei rifiuti?


«Mi piace citare o ricordare se vado a mente, ciò che ha detto l'assessore poc'anzi, cioè mi pare che abbia detto “noi non siamo qua per fare scelte o per portarle avanti solo perché le abbiamo scritte”»

Ma allora Le chiedo: a cosa serve scrivere, programmare, firmare, approvare se poi non c'è niente di certo? Forse questa frase spiega perfettamente perché la maggioranza della popolazione reputa i politici dei parolai.


Concludo con un'ultima citazione:

«non è orientato a una diminuzione, ma a un contenimento dei rifiuti fino a una loro stabilizzazione»

Quindi anche Lei riconosce che il PIR non aiuta a risolvere il problema dei rifiuti.



Credo che capirà a questo punto anche l'espressione “Fate schifo!”*: avete approvato la conversione dei rifiuti in tumori, discutendo su dati ballerini e di argomenti non inerenti.
Quello che abbiamo visto da fuori è stata una presa in giro, dove i consiglieri si sono arrampicati sugli specchi per difendere una decisione già presa dai Partiti, fino al ridicolo della consigliera Monari che per non votare NO esce dall'aula (responsabilità?).


Le auguro di riuscire a sopportare il peso della scelta che ha fatto, anche quando (magari tra una ventina d'anni) sarà chiaro che gli inceneritori da voi approvati oggi avranno causati malati e morti.



Cordiali saluti.


Enrico Guastini


*: “Fate schifo!” era stato urlato all'indirizzo dei consiglieri provinciali da parte di una delle persone che sono uscite dall'aula durante l'intervento della consigliera Vicinelli

giovedì 20 dicembre 2012

Imbroglio alla luce del sole

È stato approvato il Piano Interprovinciale Rifiuti
dell'ATO Toscana Centro

(Invio un lungo intervento per cercare di dimostrare che, a mio parere, è "un imbroglio alla luce del sole",
sperando che sia pubblicato dai blog a cui l'invio, o che sia raccolto qualcosa in eventuali articoli
di giornalisti che non si fanno condizionare dal sistema di potere politico/economico in Toscana).

– di Giuliano Ciampolini

Ieri [lunedì 17 dicembre, ndr], insieme a diverse altre persone che vogliono una politica diversa e moderna sui rifiuti (che, ovviamente è tale se si propone di smaltire - come stabilisce la legislazione esistente - i rifiuti solidi urbani nel territorio dell'ATO di riferimento, evitando di esportarli in altri territori della Toscana, dell'Italia o dell'Europa, anche perché l'esportazione ha due conseguenze negative: aumenta ulteriormente l'inquinamento ed i costi economici),  ho ascoltato il dibattito svoltosi nel Consiglio Provinciale di Pistoia e che si è concluso con l'approvazione, a maggioranza, del Piano Interprovinciale Rifiuti dell'ATO Toscana Centro (cioè dello strumento di pianificazione delle scelte per affrontare il "problema rifiuti" nel territorio che comprende le province di Firenze, Prato e Pistoia, dove risiedono un milione e mezzo di persone).

Dagli interventi dei Consiglieri Provinciali ho ricavato le seguenti impressioni:

1) I Consiglieri del Pd si sono arrampicati sugli specchi nel dichiarare la propria sensibilità ambientalista, concludendo i propri interventi con l'approvazione di un PIR che prevede la quintuplicazione dell'incenerimento (dalle attuali 60.000 tonnellate annue a 280.000 tonnellate annue che saranno incenerite nel 2015, dopo aver speso oltre 300 milioni di euro per potenziare l'impiantistica inceneritorista): insomma, i Consiglieri del Pd (per disciplina partitica o per convinzione) hanno ritenuto inevitabile una scelta che contribuirà ad un ulteriore peggioramento della qualità dell'aria in un'area metropolitana dove è già pessima, con conseguente riduzione della salute dei cittadini (mentre le tariffe inevitabilmente aumenteranno, perché questa è la garanzia necessaria per ottenere dalle banche i 300 milioni di euro, da restituire con gli interessi nei prossimi decenni).
Anche il Sindaco di Sesto Fiorentino (del Pd), che in passato aveva accettato di dare il via libera alla costruzione dell'inceneritore di Case Passerini (al confine con Campi Bisenzio), ha questa consapevolezza: infatti, visto che nell'aeroporto di Peretola vogliono fare la nuova "pista inclinata" verso Sesto (che porterà gli aerei in arrivo e in partenza a passare sopra Sesto, con il conseguente aumento dell'inquinamento), ora si è messo di traverso alla costruzione dell'inceneritore ritenendo inaccettabile una prospettiva di notevole aumento dell'inquinamento dell'aria derivante dal nuovo inceneritore e dalla pista inclinata.

2) I Consiglieri del Pdl (cioè di un partito che, a livello nazionale e regionale, condivide come il Pd la scelta di aumentare l'incenerimento) hanno sostenuto argomentazioni contrarie al PIR che potevano sembrare quelle più coerentemente di sinistra e ambientaliste presenti nel Consiglio Provinciale di Pistoia e hanno votato contro (ma, a mio parere, è evidente la strumentalità propagandistica della posizione che hanno assunto e infatti non hanno niente in contrario alla costruzione dell'inceneritore a Case Passerini).

3) Sugli interventi, sui silenzi e sul voto dei Consiglieri Prc e Idv, ho difficoltà a pronunciarmi, perchè mi viene da pensare che sarebbe come "sparare su una croce rossa" e per di più scassata e destinata a fermarsi.

Detto questo, voglio rispondere a 3 mistificazioni dell'Assessore Rino Fragai (ed a tutti i sostenitori del PIR che è stato approvato):

1) Le 70 Osservazioni critiche (e molto argomentate) che sono state presentate da alcuni partiti (Sel, Prc, Idv), da alcune Associazioni (Wwf, Italia Nostra, Medicina Democratica, ecc.), da diversi Comitati e anche da alcune persone (anche dall'architetto Simone Larini che ha contribuito alla progettazione di circa 12 Piani Provinciali sui Rifiuti in Lombardia e in Veneto, dove ci sono le esperienze più avanzate e moderne: una di queste - quella del Consorzio Priula in provincia di Treviso - viene visitata da tutta Europa, ma i Presidenti delle Province di FI, PO, PT non hanno avuto la curiosità di visitarla, perché - appunto - la loro scelta inceneritorista si può definire di tipo "ideologico") non è vero che sono state parzialmente accettate: la controprova è la conferma della quintuplicazione dell'incenerimento (che era la scelta fondamentale del Piano adottato il 13 febbraio 2012 e questa scelta è rimasta identica nel Piano approvato dai Consigli provinciali del 17 dicembre 2012.
Una delle argomentazioni che fanno dire a Fragai di aver "parzialmente accolto" alcune Osservazioni è quella di aver sostituito i dati sulla quantità dei rifiuti nel 2009, con i dati sulla quantità dei rifiuti nel 2010: è proprio su questo che ritengo legittimo parlare di un Piano che è "un imbroglio alla luce del sole". Le scelte sugli impianti da potenziare o da costruire non si basano sulla quantità dei rifiuti del 2009 o del 2010, ma sulla quantità dei rifiuti prevista nel 2015.
Di conseguenza, un minimo di ragionamento logico, porta a due previsioni molto diverse sulla quantità dei rifiuti solidi urbani nel 2015:
- Se è sincera la volontà di generalizzare la raccolta differenziata porta a porta (anzi, per pragmatica cautela, aggiungo io che basterebbe generalizzarla, entro il 2015, a un milione sul milione e mezzo di residenti nelle tre province) come dimostrano ampiamente tutte le esperienze dove è stato realizzato il sistema di raccolta domiciliare, la quantità dei RSU nel 2015 calerà da un milione di tonnellate annue a meno di 800.000 tonnellate annue (da cui va tolto almeno il 65% di raccolta differenziata) e quindi l'impiantistica da prevedersi per il 2015 per la parte dei rifiuti non riciclabile dovrebbe avere una potenzialità complessiva di circa 200.000 tonnellate annue.
- Se invece non è sincera la volontà politica di generalizzare il sistema di raccolta porta a porta (come io penso, perché è stato scelto di finalizzare la maggior parte delle risorse finanziarie al potenziamento dell'impiantistica inceneritorista), non sarà realizzato il 65% nel 2015 (e il 70% nel 2017) di raccolta differenziata di qualità (cioè effettivamente riciclabile) e quindi solo per questa "non sincerità" può diventare "necessaria" una parte dell'impiantistica inceneritorista prevista e scelta nel Piano che è stato approvato dai Consigli Provinciali.

2) La piccola novità che è stata inserita nel Piano Interprovinciale Rifiuti è un Osservatorio Interprovinciale per effettuare il monitoraggio sulla quantità dei rifiuti nel corso dei prossimi anni, che - dice Fragai - "consentirà di procedere ad un riallineamento dell'impiantistica prevista nel PIR che è stato approvato": anche questa, a mio parere, è una mistificazione e non solo perché se quasi tutte le risorse finanziarie verranno assorbite dalla quintuplicazione dell'impiantistica inceneritorista... non sarà realizzato il 65/70% di raccolta differenziata riciclabile, ma anche perché dopo aver ottenuto i mutui, fatti i bandi di gara e iniziata la costruzione di quell'impiantistica inceneritorista, non sarà possibile dire alla banche "fermiamo i lavori in corso e non vi restituiremo i mutui che abbiamo ottenuto e anche speso nei lavori di costruzione gia realizzati".

3) Può darsi che sbaglio, ma immagino che il Comune di Agliana (prevedendo che il Comune di Sesto F. si sarebbe messo di traverso alla costruzione dell'inceneritore di case Passerini) ha fatto una mossa tattica (pensando di evitare così l'ulteriore potenziamento dell'inceneritore di Montale da 150 T/giorno a 225 T/g), mettendo come condizione non solo l'esito positivo delle indagini in corso di Arpat e Asl, ma anche l'effettivo avvio della costruzione dell'inceneritore di Case Passerini, ma aver accolto questa Osservazione nel PIR, a mio parere è un'ulteriore mistificazione sulle previsioni impiantistiche: perché se verrà davvero realizzato l'inceneritore di Case Passerini e se fosse sincera la scelta di realizzare il 65-70% di rifiuti differenziati riciclabili, allora non solo diventerebbe inutile l'ulteriore potenziamento dell'inceneritore di Montale e di altri piccoli inceneritori (potenziamenti assurdi anche da un punto di vista esclusivamente economico, perché i costi dei filtri per fermare, per quanto possibile, le emissioni inquinanti e dei controlli che oggi sono indispensabili non consentono di chiudere i bilanci economici in pareggio nella gestione di inceneritori che bruciano meno di 400 T/giorno) ma si determinerebbe un eccesso di potenzialità inceneritorista che porterebbe a due possibili conseguenze: o importare rifiuti da incenerire dal resto della Toscana e dell'Italia, o chiudere i piccoli inceneritori (e questa sarebbe l'unica possibile conseguenza positiva di un PIR che a mio parere contiene previsioni che sono "un imbroglio alla luce del sole"). 

Rimane un interrogativo sui cittadini italiani: continueranno a votare partiti e candidati, nelle varie elezioni politiche o amministrative, a prescindere dalle scelte programmatiche che fanno e dalla coerenza che mettono nella realizzazione concreta delle loro parole ?
È un interrogativo che pongo avendo la consapevolezza che qualche contraddizione l'abbiamo anche in Sel, anche se - lo dico con orgoglio - nel voto contrario al PIR del Consigliere Provinciale di SEL nella Provincia di Firenze vedo una scelta di coerenza politica tra quello che scriviamo, che diciamo e che facciamo.

Giuliano Ciampolini, membro dell'assemblea provinciale e regionale di SEL.


P.S. - Le mie opinioni possono essere anche sbagliate e proprio per questo spero di ricevere risposte argomentate per cercare di capire se e dove sbaglio.