domenica 19 maggio 2013

COMUNICATO STAMPA – Movimento NO TAV


Tre giorni continui di attacchi mediatici e politici alla Valle di Susa e al movimento no tav. Proviamo per punti a raccontare la cruda realtà:

- L'azione di lunedì notte non è stata rivendicata, le uniche notizie che rimbalzano sui giornali arrivano direttamente dalla questura e dall'interno del cantiere.

- La realtà è che non ci sono stati feriti e l'atta...cco è avvenuto alle cose e non alle persone. Un compressore annerito è l'unico "ferito". Un po' poco per giustificare un "tentato omicidio" a meno che anche il compressore sia considerato un operaio del cantiere.

- Quando il ministro degli interni Alfano, seguito dal solito coro bipartisan, parla "di atto terroristico e "ricerca del morto" o non sa di cosa parla o lo sa benissimo e falsifica deliberatamente i fatti reali, usando lui sì, toni terroristici.

-Noi temiamo che qualche povero cristo ci lascerà davvero le penne immolato sull'altare della "ragion di stato" e non per mano dei NO TAV, ma per cancellare i NO TAV dalla Storia e tutto questo ricorda maledettamente la "strategia della tensione" degli anni '70 e 80.

- Ribadiamo che il tagliare le reti e il colpire macchinari sono azioni non violente. 

- Il giorno dopo l'azione il piccolo presido no tav a ridosso delle reti è stato completamente devastato (da chi? visto che lì o ci sono i no tav o le forze dell'ordine?)... ma nessuno chiaramente ne parla...

- Ci chiediamo dove siano stati i ministri in questione che oggi sputano dure sentenze, quando le forze dell'ordine picchiavano e lanciavano lacrimogeni contro manifestanti inermi.

- Ci chiediamo dove fosse lo Stato quando la polizia compì un tentato omicidio durante lo sgombero della baita Clarea nel febbraio 2012, senza neanche fermare i lavori.

- Denunciamo come pretestuosa e intimidatoria la richiesta del senatore Stefano Espositodi procedere contro il giornalista Fabrizio Salmoni per “Istigazione a delinquere e minacce”, per il suo articolo “C’è lavoratore e lavoratore: per esempio ci sono i crumiri”, ampiamente ripresa dai giornali e TV, mistificando il reale contenuto dell’articolo.

- Il ministro degli interni dovrebbe preoccuparsi delle ditte che lavorano all'interno del cantiere: l'altro ieri è arrivata la Pato Perforazioni di Rovigo: ditta a cui il 13 marzo è stata tolta la certificazione antimafia e guarda caso adesso lavora al cantiere della Maddalena aggiungendosi alle già molte altre ditte che hanno subito condanne in via definitiva per bancarotta fraudolenta, tangenti..ecc ecc.

-Così facendo svendono la nostra terra ai soliti mafiosi impuniti, sono complici della distruzione irreversibile della Val Clarea e in altre porzioni della valle, infischiandosene della vita e del futuro di chi la abita.

- Se pensano di intimorirci con le loro dichiarazioni roboanti si sbagliano. Noi a Chiomonte continueremo ad andarci e inizieremo da venerdì con l' inizio della tre giorni di campeggio, che è un anticipo della lunga estate di lotta che il movimento no tav sta organizzando

16 maggio 2013
Movimento No Tav

sabato 11 maggio 2013

Kyenge a Pistoia?


«SPARARE ALLA KYENGE NON AI CC   [croce celtica] »

«KYENGE FUORI DAI COGLIONI   FN»


Dispiace, ancora una volta, che i muri diventino manifesto di stupida intolleranza.
Il consiglio di sparare a un Ministro e l'educato invito rivoltole ad andarsene mostrano un'allarmante pochezza di pensiero.
È preoccupante che i problemi connessi alla politica – soldi pubblici che spariscono, speculazioni edilizie che mangiano territorio e risorse, tagli ai servizi – vengano ridotti alla contestazione del colore della pelle.

La storia d'Italia è la storia di popolazioni che si fondono, creando insieme una cultura mediterranea sintesi di quella centro- e nord-europea, medio-orientale, nord-africana, ...
Chi si ostina a vivere in un mondo di sogno in cui domina la «pura razza italiana» (come ripetono alcuni imbarazzanti politici) forse dovrebbe veder certificata la propria incapacità di intendere, con buona pace di chi lo vota.


A questo indirizzo si possono vedere le foto delle scritte.

martedì 7 maggio 2013

Comunicato A.L.B.A. Firenze

Non siamo i soli a proporre di lavorare insieme: il nodo A.L.B.A. di Firenze fa una proposta molto simile alla nostra e lo fa con motivazioni che integrano ottimamente quelle da noi espresse.
Il comunicato:

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NE VOGLIAMO DISCUTERE?

Con il governo Letta è nato il governo Napolitano secondo: un governo politico del presidente, di larghe intese PD-PDL, in continuità con il governo Monti, frutto di un devastante mutamento di “regime politico”.
Diventa così più che mai evidente come, per il gruppo dirigente del PD, Berlusconi non sia mai stato un reale problema, mentre lo è per milioni di elettori.

Mai come oggi infatti questione democratica e questione sociale ed economica appaiono intimamente connesse, poiché è proprio la democrazia ad essere sempre più incompatibile con i diktat delle politiche liberiste europee.
Il Parlamento è messo fuori gioco sia per la crisi dei partiti, sia perché l'agenda Monti non deve subire intoppi:  Napolitano risponde al “pilota automatico” della Troika europea.
Letta, membro della Trilateral e fondatore di Vedrò, è perfetto a questo scopo, con il PD come massimo garante del quadro.
È cancellato così anche l'esito delle elezioni, che conteneva un enorme domanda di cambiamento.

Questo stato di cose è accettabile da chi in questi anni si è mobilitato contro il berlusconismo? È accettabile per chi ha difeso la Costituzione da stravolgimenti autoritari nel referendum del 2006, per chi ha lottato per i beni comuni e i diritti sia nelle piazze che con il voto referendario e amministrativo del 2011?
Le mobilitazioni di queste ultime settimane in favore della candidatura Rodotà ci suggeriscono di no. C'è un'Italia che non può più aspettare e può mobilitarsi per tenere insieme lavoro, reddito, diritti e democrazia. È l’Italia che sarà il prossimo 18 maggio a Roma alla Manifestazione promossa dalla FIOM.

La fine di questo equivoco ventennale del centrosinistra è una grande occasione da cogliere per costruire, con gli strumenti della partecipazione, un'alternativa in nome della Costituzione.


……. FACCIAMOLO INSIEME
incontriamoci in ASSEMBLEA CITTADINA
GIOVEDÌ 9 MAGGIO ORE 21
SMS RIFREDI – FIRENZE via VITTORIO EMANUELE II n.303


ALBA FIRENZE
www.soggettopoliticonuovo.it

domenica 5 maggio 2013

Comunicato ai pistoiesi


Il 23 aprile commentavamo la situazione politica nazionale con queste parole:

La Lista Civica Ecologista “Per un'altra Pistoia” si riconosce nelle parole di Ugo Mattei: il Presidente della Repubblica è il garante della Costituzione e la deve rispettare alla lettera.
Napolitano l'ha interpretata in maniera opinabile in più occasioni:
 • quando ha dato mandato al Governo dei tecnici nel 2011 anziché indire nuove elezioni;
 • quando ha preteso da Bersani che cercasse di costituire il Governo con garanzie di solidità non previste;
 • quando, ignorando i molteplici tentativi di elezione del Capo dello Stato che in passato hanno raggiunto numeri elevati di scrutini (23 con Leone), ha imposto la risoluzione immediata accettando un rinnovo del mandato assolutamente anomalo.
La Costituzione prevede una separazione dei poteri per evitarne l'accentramento, mentre ad oggi si intraprende (in maniera anche poco velata) la direzione di un presidenzialismo, sostenendo l'opportunità di modifiche costituzionali.
Il PD, non sostenendo la candidatura di Rodotà, ha affossato uno specchiato garante dei diritti dei cittadini e prospetta oggi un Governo con il PDL a tutela dei mercati, un Governo che di fatto esclude il gruppo maggiormente votato; il M5S e i suoi elettori non sono quindi ritenuti degni di considerazione.
Lasciano sgomenti le esternazioni dei Parlamentari che ogni giorno si stupiscono delle reazioni dei cittadini (“Mai avrei immaginato di essere contestato», «La base non l'ho sentita», ...), confermando come una «alta politica» sia del tutto sconnessa dai suoi stessi elettori.
Citando Altan:
   «Poteva andare anche peggio.»
   «No.»


A fronte degli ultimi sviluppi abbiamo creduto che fosse il caso di divulgare una richiesta di aggregazione nella speranza che sia possibile riprendere le redini di una politica che sembra impazzita:


La Lista Civica Ecologista “Per un'altra Pistoia” prende atto dei recenti sviluppi politici a livello nazionale: si configura un Governo di “larghe intese”, formula rassicurante con la quale un PD orfano di quasi 4 milioni di voti (scelte condivise?) ha teso la mano al PdL, che ne ha persi quasi 6 milioni (altre scelte condivise?), di fatto resuscitandolo e regalandogli ministeri di rilievo quali Interno e Infrastrutture; “tecnici” ed esponenti di Scelta Civica, dopo l'esperienza non esaltante del Governo Monti, ottengono altri ministeri importanti (Economia, Lavoro); al primo partito d'Italia (M5S) non spetta nulla.
La volontà popolare è stata tradita. 
Peraltro, i giornali e le televisioni decantano quasi all'unisono i pregi del nuovo governo, così come un mese fa lodavano le distanze tra PD e PdL e tre mesi fa incensavano il Governo Monti.
Stampa in funzione del potere, dove lo spazio per i fatti è sempre meno.
La prostrazione ai mercati si sente nelle parole del Presidente del Consiglio Letta: «Dobbiamo creare lavoro per far ripartire l'economia», il benessere del Paese non conta.
Inquietante il Ministro dell'Economia Saccomanni: «L'unica possibilità è ridurre la spesa pubblica», quindi scuola, sanità, servizi, ma non le grandi opere, sempre considerate “strategiche”.
Il nuovo Governo sembra parlare di economia senza considerare che il recente ed autorevole studio targato Harvard (Reinhart e Rogoff, 2010) che giustifica le misure di austerity messe in campo dall'Unione europea è stato smentito dal dottorando Thomas Herndon e dagli stessi autori.
Colpa o dolo?
Il mantra delle “riforme” mira a cambiare la Carta Costituzionale per ottenere la «massima estensione e concentrazione della proprietà privata, producendo involuzione politica, sociale e culturale», la «riduzione di ogni rapporto umano allo scambio di mercato» (Ugo Mattei, “Contro riforme”, 2013).
A questo punto, visto anche il fermento che si riscontra in tutta Italia, reputiamo opportuno cercare di creare un'aggregazione di tutte quelle realtà che si impegnano sul territorio in difesa dei diritti fondamentali e della dignità dei cittadini.
Vediamo la necessità di cambiare radicalmente i postulati che indicano la strada alla politica, sostituendo la centralità dei mercati con la centralità dell'individuo e della comunità: diritto all'istruzione, alla salute, al lavoro non sono negoziabili; la trasparenza delle istituzioni e la partecipazione democratica alle decisioni sono caratteri imprescindibili per la maturità di un Paese.
I partiti che un tempo erano portatori di questi principi sono spariti, spazzati via dalla rincorsa al PIL e dagli accordi fatti in nome dell'interesse privato.
È giunto il momento di fare uno sforzo collettivo per creare una nuova base, un substrato su cui innalzare una proposta politica in funzione di e costituita da cittadini.
Un raggruppamento che non basi la propria esistenza su una persona di riferimento (come è successo per il M5S o Rivoluzione Civile), bensì su assemblee territoriali che portino avanti discussioni e propongano soluzioni per le problematiche che oggi rendono drammatica la situazione italiana.

lunedì 25 marzo 2013

L'Elefante Bianco



Sabato 23 marzo c'è stata una manifestazione in Val di Susa, una camminata negli otto chilometri che separano Susa da Bussoleno per protestare ancora una volta contro l'AV Torino-Lyon, opera inutile e dai costi faraonici che condizioneranno la spesa pubblica italiana per decenni.
Questo è un breve resoconto (disorganico) della giornata di sabato.




Sacro in India e di conseguenza un animale che non può esser fatto lavorare. In altre parole, l'elefante bianco è un brutto dono per chi lo riceve, poiché lo dovrà accudire senza poterne trarre un vantaggio.
Questo il simbolo scelto per rappresentare le Grandi Opere inutili al forum sociale mondiale che si terrà a Tunisi a fine marzo, il cui striscione avanzava alto, in anteprima, sabato pomeriggio tra Susa e Bussoleno.

(un grazie a Claudio Giorno per la spiegazione dello striscione, la cui scritta in arabo mi aveva sorpreso...)

Cosa porta a marciare sotto la pioggia? La convinzione di avere ragione.
Prima il trenino dei bimbi, poi i gonfaloni dei comuni (anche quello di Napoli, in nome del NIMBY), poi i sindaci con fasce tricolori (solo dopo un momento si notavano oltre a quelle rosse, bianche e verdi anche quelle rosse, bianche e blu...), una banda che suona, dei clown che mimano gli scontri con i poliziotti, anziani e famiglie con passeggini, Emergency, sigle sindacali e di partito (non si vedevano le bandiere del M5S... grazie per aver sostenuto la lotta senza voler mettere un “cappello”), parlamentari, insegnanti arrabbiati e pompieri, cattolici NO-TAV e anarchici, striscioni dal Veneto, dalla Sicilia, dai NO Dal Molin di Vicenza, dai NO TUNNEL di Firenze e... «Lyon-Turin: couteux, aberrant, dangereux et inutile»... dalla Francia?

Già, la Francia, dove l'accordo del gennaio 2012 per l'AV non è stato ancora ratificato perché l'investimento non è giustificato da un ritorno economico, in termini di posti di lavoro o in nessuna altra maniera. In linea con quanto accade in Slovenia, comunque, dove il TAV non è ritenuto una priorità e quindi ne riparleranno una volta finita la crisi. Intanto la linea che doveva partire da Lisbona avrà inizio a Barcellona e finirà...


Di fronte a notizie come queste e a dati tecnici illustrati molto bene durante un incontro a Bussoleno la mattina del 23 è stato gradevole sentire il commento dell'onorevole Laura Puppato (PD): «non ci sono evidenze di vantaggi economici derivanti dalla nuova linea, i soldi pubblici andrebbero spesi seguendo altre priorità specie in tempi di crisi, una commissione d'inchiesta sarebbe opportuna».

Monica Frassoni (presidente dei Verdi Europei) ad Ambiente Italia dice: «si è speso 1 mld € per adeguare la linea storica al passaggio di 20 t di merci l'anno, oggi ne passano 3,5: il tunnel oggi non serve»; imbarazzante la risposta tecnica del presidente di Fare Ambiente, Vincenzo Pepe: «lei ha fatto sparire i Verdi in Italia»

Alla sera, il TG regionale parlava di decine di migliaia di persone in corteo. Le riprese fatte al cantiere, con i parlamentari a fare il sopralluogo, lasciano l'impressione che i SÌ TAV non abbiano motivazioni da rendere pubbliche: l'area del cantiere non è quella di progetto, le recinzioni sono illegali, il traffico (merci e passeggeri) è assente; risponde Marco Rettingheri, direttore generale LTF: «parlano i fatti: cantiere, 80 persone, più il cunicolo».
Il cunicolo.
50 metri.
In 23 anni.
Costo: 1 mld €.

Uhm...

Oggi, rientrando, l'imponente dispiegamento di Polizia e Guardia di Finanza che accoglieva chi entrava ieri in valle è solo un ricordo, complice il fatto che durante il corteo le divise erano veramente poche rispetto ad altre volte.

Una nota di civiltà: un ragazzo faceva scritte con una bomboletta. Non sui muri, ma sui manifesti ormai inutili delle liste che si disputavano le politiche di febbraio.

Qualcuno ha detto che durante la minifestazione stesse piovendo? A me è sembrata una splendida giornata.


P.S. – “egregio sig. Ministro, la sua affermazione è falsa”, ovvero una lettera datata 24 marzo del prof. Angelo Tartaglia al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Corrado Passera...

venerdì 22 marzo 2013

Maltempo o Rossi: cosa è peggio?


Insopportabile.
Il Governatore Rossi nei giorni scorsi annunciava di essersi sospeso lo stipendio per protesta, in attesa che arrivino gli aiuti statali, tra gli altri, agli alluvionati del 2012.
Ieri proponeva di chiedere lo stato di emergenza in modo da ottenere aiuti statali per rifondere i danni causati dal maltempo di lunedì:

«chiederemo al nuovo governo di escludere gli investimenti
per gli interventi di messa in sicurezza idraulica e idrogeologica dal Patto di stabilità.
Ancor prima di chiedere nuove risorse chiederemo questo.
È assurdo finire sott’acqua per i vincoli di Maastricht».

Lodevole intento, se non fosse che secondo la legge da Rossi firmata l’anno scorso, all’indomani delle alluvioni che hanno sconvolto la Toscana a fine 2011, si legge:


LEGGE REGIONALE 21 maggio 2012, n. 21
Disposizioni urgenti in materia di difesa dal rischio idraulico e tutela dei corsi d’acqua.

Art. 2 – Interventi nelle aree a pericolosità idraulica molto elevata

È consentita la realizzazione di:

comma 1:
 • opere di difesa e regimazione idraulica;
 • infrastrutture di tipo lineare non diversamente localizzabili

comma 2:
 • ampliamento e adeguamento di opere pubbliche;
 • impianti (indipendenti o al servizio di aziende e insediamenti produttivi, oppure ampliamento o adeguamento di quelli esistenti) e relative opere per:
– raccolta e distribuzione della risorsa idrica
– convogliamento e la depurazione degli scarichi idrici
– stoccaggio, trattamento, smaltimento e recupero dei rifiuti
– produzione ed il trasporto di energia da fonti rinnovabili e gas naturale*;
 • nuovi edifici rurali, oppure ampliamento o modificazione di quelli esistenti;


Come dire che in zone inondabili si permette la realizzazione di strade, ferrovie, discariche, inceneritori, centrali elettriche, case, depuratori, stalle…
Un circolo vizioso: Rossi consente la costruzione in zone a rischio e poi chiede di pagare i danni allo Stato; crea le condizioni per il verificarsi di danni ingenti (o peggio) e poi si lava la coscienza dicendo «Mi sospendo lo stipendio». 

Ripeto: insopportabile.


* – quel “gas naturale” non appartiene alla stesura originale della legge, ma è stato aggiunto a novembre, andando casualmente a giustificare la centrale Repower prevista alle porte di Pistoia

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Nota – Bianchini, sul suo blog QuarrataNews precisa:
Dalla Regione stessa mi scrivono di stare attenti alla formulazione «essersi sospeso lo stipendio»: che non significa «aver rinunciato» allo stipendio, ma che il Presidente lo prenderà tutto insieme, quello stipendio lì, quando gli pare a lui.

sabato 23 febbraio 2013

Blitz del Governo Monti sull'autorizzazione ambientale


Ultimi colpi di coda del Governo uscente: semplificazione della procedura per l’autorizzazione ambientale; in poche parole l’Autorizzazione Unica Ambientale:

• 15 anni di durata per limitare gli oneri alle imprese (la Commissione Ambiente della Camera ha dato parere favorevole, purché si rivedesse il termine di 15 anni, ma a tutt’oggi tale durata non sembra aver subito ritocchi);

• controlli previsti sull’attuazione dell’AUA ma non sui tassi di inquinamento (sui quali ci si affida ad autocontrolli con comunicazione quadriennale) e sanzioni praticamente inesistenti [controlli e sanzioni erano stati richiesti dalle Regioni ma non accolti perché non previsti nel DL Semplificazioni];

• applicazione anche in presenza di sostanze pericolose, cancerogene, tossiche per la riproduzione, mutagene, di tossicità e cumulabilità particolarmente elevate (in una prima stesura erano dichiaratamente escluse dalla semplificazione AUA, poi ricomprese);

• non tiene conto dell’insieme degli impianti e delle attività presenti nello stabilimento richiedente.

Il provvedimento è indirizzato alle piccole e medie imprese (sotto i 250 occupati, fatturato entro i 50 mln €), e subito vengono in mente gli inceneritori previsti dal PIR dell’ATO Toscana Centro, con autocontrolli, anche su sostanze cancerogene, che per ovvi motivi non possono essere considerati affidabili.
Reputiamo osceno che la massima autorità del Ministero dell’Ambiente preferisca agevolare l’iniziativa economica a scapito della salubrità dei territori e della salute della gente, contravvenendo così alla stessa Costituzione (art. 41, comma 2) sulla quale ha giurato, oltre a tradire il proprio mandato.
Troviamo inconcepibile, dopo vicende gravissime come i casi di Porto Marghera e dell’Ilva di Taranto, che, anziché rendere più rigorose le norme e le attività di controllo, si proceda piuttosto ad una totale deregolamentazione della materia.

Chiediamo a tutti i candidati alle ormai prossime elezioni di esprimersi sulla vicenda, sia sulla metodologia di approvazione (confronto con Regioni e Commissione Ambiente inutile), sia sui contenuti (il Ministro dell’Ambiente che tutela l’inquinamento).


Lista Civica Ecologista “Per un’altra Pistoia”
Nodo pistoiese di A.L.B.A.
Confederazione Cobas Pistoia